Dopo una rilassante domenica d’autunno, c’è sempre un rilassante lunedì d’autunno. Ci sarebbe poco da raccontare se il buon Maestrale non entrasse con tutta la sua irruenza. Lunedì, a dire la verità, ci siamo incontrati sullo spot convinti che le previsioni di vento da sud/ovest fossero giuste. Avevo controllato tutti i siti meteo possibili, ho acceso la TV alle 7,30 per guardare le previsioni regionali e tutto coincideva, o pensavo coincidesse con una surfata memorabile. Mi affaccio, guardo il mare, sembra che qualcosa si muove; sbrigo qualche incombenza domestica e mi fiondo in spiaggia. Dopo una illusione, c’è sempre una delusione. Quel vento, che avrebbe dovuto portare anche una perturbazione, non esiste, è tutto piatto e sarà così fino alle 15. Finalmente qualcosa si alza e riusciamo ad uscire. Devo provare una 5,8 appena arrivata e la armo in fretta ma purtroppo le raffiche più forti non supereranno mai i 16 nodi. Dura poco e ci lascia un po’ di amaro in bocca. Va bene per la stecca ma non per la scimmia che non è soddisfatta, l’unica cosa che consola è la previsione per martedì.
(MARTEDI’) L’aria è completamente diversa oggi, la temperatura è ottima e il sole, per fortuna, non manca. Io e Giovanni avevamo deciso di muoverci la mattina presto perché le previsioni davano burrasca durante le ore pomeridiane. Alle 10 sono già pronto a caricare le armi da guerra: 76 Lt. e 85 Lt., le tavole, 4 metri, e 4 e mezzo le vele più grandi. C’è tutto. Decidiamo per Torre delle Stelle che raggiungiamo dopo venti Km di curve. Durante il tragitto, quasi tutto a strapiombo sul mare, si vede già che sarà una giornata molto impegnativa, una di quelle giornate in cui l’adrenalina ti toglie metà dell’energia ancora prima di entrare in acqua. Ci sono già 25/30 nodi e la corrente è forte. Fuori qualche bella rampa da saltare. Il breafing dura pochissimo, Giovanni decide di entrare con 77 litri Goya fsw ed io con il corrispettivo 85 litri, lui con la 4,2, io con la 4,0 rigorosamente MANIC. La mattina ci regala condizioni veramente belle, tanto che per non perdere nemmeno un minuto di vento, ai primi segni di stanchezza ci spariamo integratori. Il livello di energia risale immediatamente e ci ributtiamo in mezzo agli schiumoni. Inizia ad arrivare gente, Alessio, Andrea, Giovannone, Piermario, tutti scimmiati e contenti di vedere quelle condizioni di vento e di mare. Peccato però, che l’aria sta aumentando di brutto, la burrasca prevista è in agguato e misuriamo addirittura 51 nodi. Tutti si buttano in fretta ma lo spot sta diventando impraticabile. Io mi sono divertito molto ma ora, sta calando il sole ed il vento non sembra proprio voler diminuire. Meglio rifocillarsi e tornare verso casa. Bella giornata però.
(MERCOLEDI) Le previsioni libeccio/ponente ci fanno ben sperare anche per mercoledì, così decidiamo di spostarci a Villasimius, per la precisione Campulongu. Non si muove ancora niente ma quello che spinge ogni surfista, va oltre la semplice speranza. Comunque arriviamo per primi e Giovanni riesce a parcheggiare il furgone (di lusso però), a ridosso di un manto di erbetta, comodissima per armare e smontare le vele, morbida per i piedi e rilassante. Ci avviciniamo all’acqua e forse inizia qualcosa. Ci sono 12/13 nodi al massimo, roba da kite, così siamo costretti ad aspettare. Aumenta, forse di due nodi quindi decido di provare la 5,4. Il vento debole mi costringe a fare l’equilibrista sulla schiuma delle onde ma riesco a superarle. Mi rendo conto però, che plano poco in uscita ed al rientro invece, ciò che mi fa andare è l’onda dietro la tavola. Meglio abbandonare, prima di scorallare (scarrocciare) tra i marosi. Ho fatto da cavia e vista questa performance, qualcuno ha pensato bene di andarsene. ERRORE, alle 15 i nodi aumentano, il cappello di nuvole nere sulle colline alla destra dello spot, spingono giù il vento. Esco prima che la risacca diventi troppo antipatica e mi vado a godere le onde appena fuori che arrivano già a metà albero. L’attesa ci premia, si salta, c’è anche Alessandro che è un fenomeno. Giovanni entra appena si rende conto che sto planando senza problemi. In acqua siamo in pochi però; l’attesa a volte scoraggia e deprime ma se si riesce a resistere, tutto sembra più bello. Cicci e Iorma ci sono, anche se entra soltanto Iorma che dopo una piccola esitazione, va a scialarsi tra gli ondoni. Alessio, che stava già preparando qualcosa da mangiare nel camper, BUTTA LA PASTA (NEL SECCHIO) e ci raggiunge. Il sole sta calando, è ora di andare. C’è sempre il camper e questa volta la pasta la buttiamo per poi strafogarci. Windsurf alla grande, pastasciutta e birra ghiacciata, cosa manca?...!
Beh! Qualcosa manca sempre ma in certi giorni non ci si pensa proprio.