WINDGURU

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WINDGURU POETTO

"WINDSURFPOETTO.COM"

SARDINIAN SOUTH COAST

WINDFINDER

lunedì 16 novembre 2009

POINT-7 SADO 6,6 2010 (PICCOLI TEST CRESCONO)


Il 2010 windsurfistico, si è forse già consumato. Le grosse operazioni di marketing hanno condizionato le scelte degli appassionati che ora potranno comprare i prodotti che hanno visto primeggiare nelle competizioni in mano ad atleti di primo livello. Ma tutto questo a cosa porta: ad un aumento dei prezzi che, in tempi di crisi come questo, non ci permette nemmeno di essere obiettivi, siamo così costretti a scegliere la nostra vela con criteri che vanno oltre la bontà del prodotto. In questo momento bisogna provare ad indicare una strada a chi vuole trovare un compromesso tra qualità e prezzo. Inizierei con il “made in Italy”. Nel panorama italiano infatti, ci sono aziende che non hanno proprio nulla da invidiare a nessuno anzi, senza andare troppo a fondo, siamo all’avanguardia nello studio dei materiali che poi vengono usati per la fabbricazione di alberi, boma e quant’altro occorre per il windsurf e la nautica in generale. Tra le velerie “Nazionali” , Point-7 spicca per innovazione e stile, i prodotti che ogni anno vengono proposti, sono frutto di passione e tecnica. Abbiamo testato la SADO 6,6, power wave. E’ veramente “power”, la potenza infatti è la sua caratteristica principale. E’ una vela per tutti, ovviamente, ma questa misura in particolare, può essere meglio apprezzata da chi è più robusto e da chi ama uscire sulle onde anche quando il vento non è forte. Noi l’abbiamo provata con 14/16 nodi, con una tavola freestylewave intorno ai 110 litri e ci ha soddisfatto. La planata è assicurata. Sotto raffica si comporta bene e non strattona, rimanendo perfettamente sotto il controllo del surfista, in più, una buona regolazione della bugna, aiuta ad avere la giusta trazione anche nella parte bassa evitando così agli avambracci di faticare troppo. L’abbiamo testata sia con albero rdm 100% che con il nuovo BICO e l’impressione è stata ottima in tutt’e due i casi. In acqua si nota, è molto bella, ma anche a terra spiccano le rifiniture e gli accorgimenti che fanno di questa vela un prodotto robusto ed in grado di sfidare gli effetti del tempo. Da non trascurare c’è anche la custodia; non tutte le vele possono vantare una sacca così comoda.
Un ottimo acquisto. POINT-7 SADO 6,6 2010
Occhio al prezzo: 469 euro

sabato 14 novembre 2009

E VISTO CHE VENTO NUN GHE SE'....

video
Bhè....vento non ce n'è 'sti giorni. Mi sembra l'occasione giusta per pubblicare un piccolo omaggio agli altri "resident guests" del chioschetto, colti in un momento di gozzoviglio durante la festività dei morti. I festeggiamenti- c'era da chiederselo???- sono stati organizzati dall'ottimo Pino!!!!.....e mani in vista per favore!!!!

venerdì 13 novembre 2009

nuovo web mag...

si risparmia e non sia abbattono alberi..
http://www.r3volution-mag.com

lunedì 9 novembre 2009

WINDSURF E MEZZI DI TRASPORTO



Il cacciatore del vento è un soggetto che si muove spesso. Rimanere nello stesso posto, oltre ad un lieve sintomo di pigrizia, presuppone un numero minore di uscite in windsurf. E’ necessario un mezzo di trasporto, però, che permetta una facile sistemazione dell’attrezzatura. Ovviamente non tutti possono comprarsi ciò che desiderano ed è per questo che mi è venuto in mente di affrontare l’argomento. La giornata migliore per fotografare questo aspetto del windsurf è la domenica, o il sabato, giorni in cui, se c’è il vento, escono fuori pure quelli che solitamente non si vedono mai. Per rendere meglio l’idea, ho fotografato alcuni di questi mezzi di trasporto ed ho catalogato la specie, così come si fa per gli animali, e non è un caso se dico questo. La donna surfista, però, si mostra sempre più raffinata anche sotto questo aspetto e non trascura il lato colore in tutto ciò che compra nemmeno quando si tratta di macchine. Tra la razza presciolosus disordinatum ci sono anche io… la mia macchina, che non cambierei mai anche per motivi sentimentali, è diventata un rimessaggio mobile. L’odore che c’è dentro, causato da uno degli elementi che sfidiamo, ovvero l’acqua salata, somiglia un po’ a quello di bestia bagnata, a volte cane a volte anche sorcio, dipende da quanto ristagna tra una lavata e l’altra. Credo di non essere tra i peggiori, c’è anche chi, oltre alla muta ed alle sacche bagnate, dimentica mutande e calzini che si infilano tra i sedili e se per caso vengono fermati dalle forze dell’ordine, gli si intima di aprire le sacche perché dentro ci potrebbe essere un cadavere. Ma veniamo a noi, oggi le tavole sono diventate più corte di qualche anno fa, per cui scegliere la macchina è diventato più semplice, ci sono tanti modelli che soddisfano le esigenze, a partire dalla Matiz che può facilmente contenere una tavola wave. Ma qui subentra lo status del windsurfer, chi vuole ostentare sceglie una monovolume, a metà tra una station wagon ed un furgone perché: la pvima è tvoppo piccola e ll fuvgone è tvoppo pacchiano. Ma vaffancubo!
Certo, c’è anche chi ha la monovolume talmente vecchia che se ci toglie il sale di tanti anni di windsurf gli si smonta, ma questa è un’altra specie. Per dare meglio l’idea, posso dare una connotazione ai vari tipi di windsurfer in circolazione relazionandoli con il loro mezzo di trasporto.
Quello che fa più uscite di tutti è anche il più trasandato; ha un furgone usatissimo, il cui valore si aggira intorno ai 3/4000 euro. Dentro ha ricavato un letto, spesso ha anche dei fornelli abusivi con tanto di bombola del gas. La sua attrezzatura è dell’anno precedente o di due anni prima, mai nuova perché sarebbe un peccato romperla od opacizzarla durante uno dei tanti impegnativi surf trip.
Quello che fa meno uscite di tutti ha invece una macchina molto costosa, station wagon, monovolume o, perché no, un SUV, basta che abbia i vetri lucidi in modo che si veda l’attrezzatura nuova e rigorosamente dell’anno successivo.
Quello pignolo, di solito anche un buon surfista, ha un furgone accessoriato, sempre profumato, quindi figuriamoci se mai si sognerebbe di dormirci dentro lasciando quell’acre odore di umanità. Questi di solito hanno un combi, stile Vito o Movano, anche per trasporto persone. Quando si va a surfare si tolgono i sedili. Domenica scorsa, tanto per fare anche un po’ di cronaca, il tam tam avvertiva tutti di andare a Campulongu, in acqua un sacco di gente con vele da 4 a 5 metri a scialarsi il vento teso di ponente ed al parcheggio si poteva vedere di tutto. Probabilmente anche Darwin si sarebbe divertito a catalogare le specie migratorie, presenti sullo spot. L’esemplare più interessante è, comunque la si veda, il surfista camperista, vero spirito libero che spicca nel panorama delle specie catalogate; è quello pronto a tutto, anche ad aspettare per giorni il vento e disposto a condividere i pasti caldi con le sottospecie, quelli cioè che posseggono soltanto una volgarissima automobile. E' l'unico che emette  un verso particolare: "Si però la doccia vattela a fare a casa tua e ridammi la forchetta".

Sotto alcune foto. Ci sono proprio tutti.



sabato 7 novembre 2009

IL MAGO DEL VENTO


Il mago del vento non esiste, esiste però la figura del seccavento. Proprio come "o' jettatore", si aggira per gli spot e se c'è una piccola speranza di entrare in acqua, lui la distrugge, la disintegra. Forse non ha sembianze umane, magari si attacca a qualche anima viva e si fa scarrozzare, seduto in macchina accanto all'attrezzatura di qualche ignaro e sfortunato surfista che, giunto sul posto, condiziona la situazione atmosferica invertendo a volte, con tutta la sua potenza, addirittura la direzione del vento fino a spegnerlo completamente. Tutto questo perché: perché a volte, anche quando tutti i siti meteo prevedono buriana  negli spot che frequentiamo abitualmente, ci troviamo uno di fronte all'altro increduli. Zeru nodi.
Che succede!!!!!! Ma guarda un po' chi è arrivato, ecco perché non si muove più nemmeno una paglia...!?!
E' ovviamente una leggenda popolare che ricorre, però, ogni volta che il vento non si presenta come invece era previsto. Non è cattiveria, probabilmente sono solo coincidenze.  Non mi riferisco alla giornata di ieri, venerdi 6, ove era chiaro che il vento avrebbe avuto un calo pauroso, dovuto alle nuvole che minacciavano già dalla mattina presto il sud della Sardegna. Gianrico ed io arriviamo per primi a Geremeas e senza indugi entriamo in acqua... Gianrico ovviamente in kite ed io in windsurf con una 5,4 e 106 lt. di volume. Dopo un po' di imbarazzo il vento inizia a spingere e mi trovo addirittura sovrainvelato. Per quasi un'ora mi godo chop e vento costante. Qualcuno arriva, entra in acqua, purtroppo però, inizia a rafficare ed è chiaro che durerà ancora per poco.
Comunque questa settimana non ci possiamo proprio lamentare, è andata di lusso.
Aloha

venerdì 6 novembre 2009

ABC WINDSURF

Oggi voglio segnalarvi un sito: http://www.abcwindsurf.eu/ è tra quelli che vale la pena visitare; sobrio, imparziale, riesce ad analizzare il nostro mondo attraverso tante notizie che ci collegano al windsurf. Credo che sarà ben presto protagonista nella rete, questo perchè si occupa di quelli che praticano questo sport, non importa che essi siano di primo livello o semplici appassionati, in poche parole: "Lo spirito è quello giusto". Seguitelo... chissà, magari  ci troverete anche le vostre gesta.

giovedì 5 novembre 2009

DA 0 A 50 (NODI)



Dopo una rilassante domenica d’autunno, c’è sempre un rilassante lunedì d’autunno. Ci sarebbe poco da raccontare se il buon Maestrale non entrasse con tutta la sua irruenza. Lunedì, a dire la verità, ci siamo incontrati sullo spot convinti che le previsioni di vento da sud/ovest fossero giuste. Avevo controllato tutti i siti meteo possibili, ho acceso la TV alle 7,30 per guardare le previsioni regionali e tutto coincideva, o pensavo coincidesse con una surfata memorabile. Mi affaccio, guardo il mare, sembra che qualcosa si muove; sbrigo qualche incombenza domestica e mi fiondo in spiaggia. Dopo una illusione, c’è sempre una delusione. Quel vento, che avrebbe dovuto portare anche una perturbazione, non esiste, è tutto piatto e sarà così fino alle 15. Finalmente qualcosa si alza e riusciamo ad uscire. Devo provare una 5,8 appena arrivata e la armo in fretta ma purtroppo le raffiche più forti non supereranno mai i 16 nodi. Dura poco e ci lascia un po’ di amaro in bocca. Va bene per la stecca ma non per la scimmia che non è soddisfatta, l’unica cosa che consola è la previsione per martedì.

(MARTEDI’) L’aria è completamente diversa oggi, la temperatura è ottima e il sole, per fortuna, non manca. Io e Giovanni avevamo deciso di muoverci la mattina presto perché le previsioni davano burrasca durante le ore pomeridiane. Alle 10 sono già pronto a caricare le armi da guerra: 76 Lt. e 85 Lt., le tavole, 4 metri, e 4 e mezzo le vele più grandi. C’è tutto. Decidiamo per Torre delle Stelle che raggiungiamo dopo venti Km di curve. Durante il tragitto, quasi tutto a strapiombo sul mare, si vede già che sarà una giornata molto impegnativa, una di quelle giornate in cui l’adrenalina ti toglie metà dell’energia ancora prima di entrare in acqua. Ci sono già 25/30 nodi e la corrente è forte. Fuori qualche bella rampa da saltare. Il breafing dura pochissimo, Giovanni decide di entrare con 77 litri Goya fsw ed io con il corrispettivo 85 litri, lui con la 4,2, io con la 4,0 rigorosamente MANIC. La mattina ci regala condizioni veramente belle, tanto che per non perdere nemmeno un minuto di vento, ai primi segni di stanchezza ci spariamo integratori. Il livello di energia risale immediatamente e ci ributtiamo in mezzo agli schiumoni. Inizia ad arrivare gente, Alessio, Andrea, Giovannone, Piermario, tutti scimmiati e contenti di vedere quelle condizioni di vento e di mare. Peccato però, che l’aria sta aumentando di brutto, la burrasca prevista è in agguato e misuriamo addirittura 51 nodi. Tutti si buttano in fretta ma lo spot sta diventando impraticabile. Io mi sono divertito molto ma ora, sta calando il sole ed il vento non sembra proprio voler diminuire. Meglio rifocillarsi e tornare verso casa. Bella giornata però.
(MERCOLEDI) Le previsioni libeccio/ponente ci fanno ben sperare anche per mercoledì, così decidiamo di spostarci a Villasimius, per la precisione Campulongu. Non si muove ancora niente ma quello che spinge ogni surfista, va oltre la semplice speranza. Comunque arriviamo per primi e Giovanni riesce a parcheggiare il furgone (di lusso però), a ridosso di un manto di erbetta, comodissima per armare e smontare le vele, morbida per i piedi e rilassante. Ci avviciniamo all’acqua e forse inizia qualcosa. Ci sono 12/13 nodi al massimo, roba da kite, così siamo costretti ad aspettare. Aumenta, forse di due nodi quindi decido di provare la 5,4. Il vento debole mi costringe a fare l’equilibrista sulla schiuma delle onde ma riesco a superarle. Mi rendo conto però, che plano poco in uscita ed al rientro invece, ciò che mi fa andare è l’onda dietro la tavola. Meglio abbandonare, prima di scorallare (scarrocciare) tra i marosi. Ho fatto da cavia e vista questa performance, qualcuno ha pensato bene di andarsene. ERRORE, alle 15 i nodi aumentano, il cappello di nuvole nere sulle colline alla destra dello spot, spingono giù il vento. Esco prima che la risacca diventi troppo antipatica e mi vado a godere le onde appena fuori che arrivano già a metà albero. L’attesa ci premia, si salta, c’è anche Alessandro che è un fenomeno. Giovanni entra appena si rende conto che sto planando senza problemi. In acqua siamo in pochi però; l’attesa a volte scoraggia e deprime ma se si riesce a resistere, tutto sembra più bello. Cicci e Iorma ci sono, anche se entra soltanto Iorma che dopo una piccola esitazione, va a scialarsi tra gli ondoni. Alessio, che stava già preparando qualcosa da mangiare nel camper, BUTTA LA PASTA (NEL SECCHIO) e ci raggiunge. Il sole sta calando, è ora di andare. C’è sempre il camper e questa volta la pasta la buttiamo per poi strafogarci. Windsurf alla grande, pastasciutta e birra ghiacciata, cosa manca?...!

Beh! Qualcosa manca sempre ma in certi giorni non ci si pensa proprio.



domenica 1 novembre 2009

MOOOOOHHHAAAA 'STA BARRAAAAAA

video
E siccome noi der blog...oltre ad essere tolleranti siamo pure di orizzonte largo, ecco gli sviluppi sul fronte kite. I più puritani, storceranno il naso...ma alla fine, anche loro dovranno capire che non ci si puo' chiudere in sè stessi. Il nostro deve essere un chiosco ecclettico, trasversale (N.B. NON TRANS...VERSALE...) aperto ad ogni sfida. Noi non ci tiriamo indietro!!! Boia chi molla!!! (Ops, Don Fabio, m'è scappato!!!). Ma che ore sono? Dio bono!!!....Me sa che so 'mbriago forte! Buona notte......AHAHAHAHAHAH....